Passa al contenuto principale

Autore: asefadmin

Campagna Pubblicitaria “Asef for Pets”

Una campagna pubblicitaria capillare in ambito cittadino appoggerà e presenterà ai genovesi la nascita […]

campagna pubblicitaria capillare in ambito cittadino appoggerà e presenterà ai genovesi la nascita di “A.Se.F. for Pets”, la nuova divisione della società pubblico partecipata del Comune di Genova specializzata in onoranze e trasporti funebri. Le affissioni e la cartellonistica partiranno il 20 settembre.

I testimonials della campagna sono quattro cittadini genovesi che hanno prestato i loro volti, insieme ai propri fedeli amici animali, all’iniziativa, facendosi portavoce del suo messaggio etico. Si tratta di Michela Porcile, 53 anni, avvocato penalista, con il suo gatto Rocco, 2 anni; Rita Deplano, 67 anni, specialista in pet therapy, con la sua gatta Zahara, 8 anni; Riccardo Lo Grasso, 23 anni, artigiano, con la sua cagnolina Gaia, 7 anni; Mauro Poggi, 66 anni, con il cane Miles, 5 anni.
Tutti hanno una motivazione intima e personale che li ha spinti a sostenere questa iniziativa imprenditoriale, carica di significati etici, avviata da A.Se.F..

Michela Porcile assicura con piglio divertito: “Con Rocco viviamo in simbiosi. Mi sveglia alla mattina con tanti bacini e, per giunta, mai troppo presto, come piace a me. Alla sera usciamo insieme per una passeggiata. Io lo capisco e lui mi coccola con il suo grande affetto. Resterà con me, sempre. Sono felice di sostenere una tipologia di cremazione degli animali che abbia un’impostazione etica e personalizzata” assicura.

Rita Deplano, allevatrice e pet therapist, racconta con trasporto che “Gli animali sono i miei colleghi ‘non umani’ – dice – Con loro svolgo attività assistite. Per me sono di famiglia e anche in passato li ho trattati come tali”. La signora Deplano racconta che “Ho allevato cani da pastore belga e accanto a me, negli anni, ne ho avuti quattro. Dopo la loro scomparsa, ho deciso di farli cremare, dovendo, in quegli anni, andare a Milano. Le loro ceneri sono in casa e alimentano il mio ricordo di ciascuno di loro. Finalmente Genova non è più indietro: questa iniziativa dai presupposti etici offre un servizio strutturato di cui si sentiva il bisogno”.

“Gaia è un membro della nostra famiglia – dice Riccardo Lo Grasso – Potrei dire che le manca la parola. È integrata nel nostro gruppo famigliare, riconosce mia madre come capofamiglia, del resto come tutti noi: io, mio padre e mio fratello (sorride, ndr) sappiamo bene chi comanda in casa! Quando ci separeremo, non posso pensare di trattarla come un rifiuto. Gaia resterà con noi, come una di noi. Le dobbiamo il nostro rispetto”.

Famiglia “allargata” anche in casa di Mauro Poggi, 66 anni, pensionato: “Negli anni mia moglie, le nostre figlie ed io abbiamo avuto cani, gatti, criceti, cavie, conigli – assicura – e posso dire che ci hanno dato più loro, in termini di affetto e divertimento, di quanto non abbiamo fatto noi. Ognuno di loro ha rappresentato e rappresenta un pezzo importante della nostra vita. Anche dopo la loro scomparsa riteniamo di dovergli garantire cura e dignità. Condivido appieno il progetto di A.Se.F. ed è per questo che ho deciso di sostenerlo”.

RESTAURO MONUMENTO VV.FF. CADUTI IN SERVIZIO

Era il primo pomeriggio del 6 settembre 1948. I vigili del fuoco Giuseppe Beccuti, 41 anni […]

Era il primo pomeriggio del 6 settembre 1948. I vigili del fuoco Giuseppe Beccuti, 41 anni, Giuseppe Magioncalda, 22, Amilcare Mione, 37, Mario Poggi, 34, si trovavano a bordo di un mezzo di soccorso insieme a cinque colleghi. Poco prima, erano partiti da Genova per raggiungere le zone alluvionate intorno ad Asti. I torrenti esondati avevano già causato devastazione, morti, feriti. Mentre percorrevano l’allora strada camionale, a Busalla, scoppiò uno pneumatico anteriore del camion, l’autista perse il controllo del mezzo che rovinò in fondo ad una scarpata. I quattro persero la vita sul colpo, insieme al vice brigadiere Francesco De Nicolai, 41 anni. Solo in quattro sopravvissero al tragico incidente.
I famigliari di Francesco De Nicolai decisero di tumulare il loro congiunto nella sepoltura di famiglia. A Beccuti, Magioncalda, Mione e Poggi il Comune di Genova eresse un monumento funebre all’interno del cimitero monumentale di Staglieno. Oggi, a distanza di poco meno di 74 anni, l’Associazione nazionale Vigili del fuoco, in sinergia con il Comune, il Municipio IV Media Valbisagno e A.Se.F., ha restaurato il monumento, riportandolo all’originario rigore di forme e decoro. Un’operazione che ha richiesto le mani sapienti degli artigiani lapidei autorizzati ad operare all’interno dell’antica necropoli genovese e che oggi restituisce alla Città il giusto tributo a quattro uomini periti nell’esercizio della loro generosa professione.
Ha benedetto il manufatto il cardinale e arcivescovo emerito di Genova Angelo Bagnasco. Presenti alla cerimonia, che si è tenuta stamani alle 11, il vicesindaco Massimo Nicolò, il presidente provinciale dell’Associazione nazionale Vigili del fuoco Antonio De Venuto, il presidente del Municipio Media Valbisagno Roberto D’Avolio, l’amministratore unico di A.Se.F. Maurizio Barabino ed il dirigente amministrativo e gestionale Franco Rossetti.
“Trascurare il passato significa non avere futuro – sottolinea il cardinale Angelo Bagnasco – la memoria dei Vigili del Fuoco è motivo di gratitudine e incoraggiamento per guardare avanti con fiducia, ed essere presenti dove c’è bisogno”.

“Il Vigile del Fuoco non è un super uomo – commenta con commozione Antonio De Venuto, presidente dell’Associazione nazione Vigili del Fuoco – ma una persona con le proprie paure ed emozioni, le quali non gli impediscono di portare soccorso ed aiuto a chi ne ha bisogno ovunque e comunque”.
“Tener viva la memoria di giovani uomini che hanno perso la vita per aiutare il prossimo è un imperativo morale per tutta la Comunità – dice il presidente del Municipio Media Valbisagno Roberto D’Avolio – Ringraziamo l’associazione Nazionale Vigili del Fuoco per aver portato all’attenzione dell’Amministrazione la necessità di ripristinare il Monumento e sottolineiamo l’importanza del progetto ‘A.Se.F. per Genova’ che ancora una volta promuove iniziative lodevoli nel nostro amato territorio”.
“Tragedie come questa si trasformano fatalmente in un monito alle istituzioni – commenta l’amministratore unico Maurizio Barabino – Cinque vite sono state spezzate in pochi istanti, per una fatalità, durante il lavoro. Fatti come questo devono spingere ognuno di noi a compiere ogni azione per evitare che si possano ripetere”.
Franco Rossetti, dirigente amministrativo e gestionale, sottolinea come sia “Cruciale ricordare ogni estremo sacrificio compiuto da donne e uomini durante il lavoro. Sovvenzionare e seguire il restauro è stato per noi uno spunto di riflessione sul ruolo che ricopriamo quali dirigenti di una importante azienda partecipata del Comune di Genova. La sicurezza dei lavoratori è la nostra prima e più stringente preoccupazione, un dovere imprescindibile”.

Paola Cortellesi va in scena con A.SE.F.

Gentile, disponibile, ultracortese. Paola Cortellesi nella vita reale è l’esatto contrario del suo personaggio […]

Gentile, disponibile, ultracortese. Paola Cortellesi nella vita reale è l’esatto contrario del suo personaggio, la ruvida ispettrice Petra Delicado, protagonista della serie “noir” di Sky che prende il nome proprio dal suo personaggio e la cui seconda serie è in lavorazione in questi giorni a Genova.
Oggi la grande macchina della produzione della fiction si è insediata al cimitero monumentale di Staglieno. Affiancato dagli uomini e dai mezzi di A.Se.F., l’azienda delle onoranze funebri del Comune di Genova, lo staff di Cortellesi & C. ha messo in scena il funerale di una delle vittime sulla cui morte violenta indaga l’indomabile ex avvocato nato dalla penna della scrittrice spagnola Alicia Gimenéz-Bartlett. Ambientazione quantomai adatta allo stile a tratti gotico dato alla serie dalla regista Maria Sole Tognazzi, il funerale si è snodato alla cappella evangelica, all’interno del cimitero, tra cipressi e querce secolari. Intermezzo rosa nel “noir” della giornata, resa ancora più cupa da un clima piovoso e autunnale, la consegna di un mazzo di rose rosse e bianche a Paola Cortellesi, omaggio degli operatori funebri della società partecipata del Comune di Genova.
“Sono meravigliose – ha commentato l’attrice sorridendo con gli occhi dietro alla mascherina – un bellissimo gesto per cui li ringrazio”. L’omaggio floreale è stato consegnato da uno degli autisti di A.Se.F. che ha fatto da comparsa durante la scena del funerale. Dopo una serie di ritardi che si sono inanellati a causa del maltempo che ha imperversato nell’arco della giornata, finalmente nel pomeriggio la regista ha dato il ciak a Staglieno. Attori protagonisti e comparse hanno preso vita dinnanzi agli occhi attenti di operatori e tecnici, scrivendo un nuovo capitolo dell’avvincente serie televisiva.

“I Sopravvissuti” – La fiction a Staglieno

Ciak, si gira… al cimitero di Staglieno. Registi, tecnici, attori, comparse e attrezzisti della fiction Rai […]

Ciak, si gira… al cimitero di Staglieno. Registi, tecnici, attori, comparse e attrezzisti della fiction Rai “I sopravvissuti” per due giorni si sono insediati tra i campi e le gallerie monumentali del principale cimitero genovese… location quantomai suggestiva per le scene funerarie del “noir” internazionale. Accanto ai professionisti, esordienti nel ruolo di attori, i necrofori di A.Se.F., la società partecipata del Comune di Genova, che ha fornito alla coproduzione italo-francese uomini, mezzi e materiali per rendere iper-realistiche le riprese. Presenti, tra gli interpreti, Lino Guanciale (già protagonista di altre fiction come “L’allieva”, “La porta rossa”, “Non dirlo al mio capo”) Barbara Bobulova, Camilla Semino Favro, Vincenzo Ferrera, Giacomo Giorgio, Pia Lanciotti, Fausto Maria Sciarappa, Alessio Vassallo.
Tra simulazioni di piogge torrenziali durante il seppellimento di un feretro, cortei funebri verso le imponenti colonne del Pantheon, abbracci e lacrime, non è mancato un piccolo imprevisto: al culmine della registrazione di una scena più volte provata, ha fatto capolino in pieno campo, tra i piedi degli attori, il gatto fulvo di Staglieno, mascotte e presenza nota ai frequentatori del Monumentale, e di cui molti si prendono cura, assicurandogli più di un pasto al giorno. Incuriosito da tanto trambusto, il felino si è avvicinato sornione, costringendo il regista Carmine Elia ad uno “Stop” che ha strappato qualche risata alle star della fiction.
 La trama della serie tv – prodotta da Rai Fiction, France Télévisions, ZDF, Rodeo Drive, Cinétévé – ruota intorno all’”Arianna”, una barca a vela su cui partono dodici persone per una traversata oceanica. La barca subisce un naufragio e scompare dai radar. Solo un anno dopo sarà trovato il relitto con sette naufraghi a bordo. Cosa è successo dopo il naufragio? Che fine hanno fatto gli scomparsi? Ogni episodio seguirà le vicende dei “sopravvissuti” dopo il rientro a casa. La fiction si snoderà su dodici episodi di prossima programmazione.

STAGLIENO, RICORDO DELLE VITTIME PONTE MORANDI

“In ricordo delle vittime del ponte Morandi”. Questa l’iscrizione riportata su due targhe bronzee apposte […]

“In ricordo delle vittime del ponte Morandi”. Questa l’iscrizione riportata su due targhe bronzee apposte da A.SeF., presso il Pantheon del cimitero di Staglieno, luogo di sepoltura delle più grandi eccellenze della storia genovese. Le targhe sono state affisse sulle nuove panchine in stile “vecchia Genova” installate dinnanzi ai prospetti laterali della chiesa neoclassica del cimitero Monumentale. L’inaugurazione è avvenuta il 06 Agosto 2020, alla presenza dei dirigenti della società partecipata del Comune, di membri della giunta comunale e di esponenti dell’associazione “Ambiente energia al quadrato” – composta da ex dipendenti comunali – che ha ideato il progetto. Le panchine, in tutto quattro, sono state realizzate con il contributo di A.Se.F., della famiglia Rubbi – Longo e de “La Generale pompe funebri”. Due di esse completano l’arredo del viale Perrone.
“Mancano pochi giorni all’anniversario della tragedia del ponte Morandi – ha commentato brevemente Franco Rossetti, direttore procuratore di A.Se.F. – Ci sembrava doveroso compiere questo gesto di rispetto verso i caduti e lo abbiamo fatto nel luogo più indicato in città”. Il ponte Morandi collassò la mattina del 14 agosto 2018 mietendo 43 vittime. “Siamo stati invitati a sponsorizzare questa iniziativa – aggiunge Rossetti – Abbiamo immediatamente accettato e cercato di conferirgli un particolare significato”.
Presenti alla cerimonia l’assessore ai Trasporti Matteo Campora insieme ad altri membri della giunta comunale, la professoressa Clara Rubbi, e l’ispettore del cimitero di Staglieno Egle De Ferrari Rolleri.