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IL NUOVO DEFIBRILLATORE PER LA CUCINA POPOLARE

GENOVA, 23 settembre 2026.“Da oggi i nostri spazi sono più sicuri”. Parola di Marco Furnò, presidente della “Cucina popolare genovese”, riuscitissimo esperimento di sostegno alle persone più fragili che, in Valbisagno, ormai da cinque anni, serve settanta pasti al giorno grazie allo sforzo corale di 350 volontari e numerosi partner. La grande sala di via del Fossato, non lontano dallo stadio “Luigi Ferraris”, è stata dotata di un defibrillatore, uno strumento di primo soccorso di cui lo staff della “Cucina popolare” sentiva il bisogno.

Spiega Furnò che “Un defibrillatore, nel nostro specifico caso, non è un obbligo di legge. Noi siamo un ETS (ente del terzo settore, ndr), e non saremmo obbligati ad averne uno. Tuttavia abbiamo sentito la necessità di rendere più sicure le nostre aree, garantendo ai nostri ospiti un efficiente salvavita in caso qualcuno fosse colpito da un’aritmia cardiaca o, peggio, da un arresto cardiaco”.

Alla presentazione del defibrillatore è intervenuto, stamani, l’assessore comunale ai Servizi civici Emilio Robotti: “Questa è una struttura che sento particolarmente vicina – commenta Robotti – Anche io, per molti anni, ho fatto volontariato. Tra le altre cose, sono stato fondato e coordinatore per 13 anni dello sportello genovese di ‘Avvocato di strada’, che ha sede nei locali della comunità di San Benedetto al Porto”.

Poiché la “Cucina popolare genovese” è interamente dipendente dai tesserati, dai volontari e dalle donazioni di enti pubblici e privati, anche il defibrillatore (un modello Philips Hearstart HS1) è stato oggetto di una donazione, in questo caso di A.Se.F. Srl, una delle aziende che da tempo sostengono la struttura della Valbisagno.

“Tra noi vi è un rapporto consolidato: già in passato l’azienda aveva fornito strumenti professionali di potabilizzazione dell’acqua e di igienizzazione delle stoviglie e dei pavimenti – dice l’amministratore unico di A.Se.F. Paolo Scovazzi – Macchinari utili per gestire al meglio una struttura che ha un impatto sociale incalcolabile. Basti pensare che la rete creata dal presidente Marco Furnò e dal vicepresidente Aldo Milfa e dal socio e fundraiser Roberto D’Avolio conta oggi oltre 350 soci volontari e più di venti aziende e fondazioni. Servire dodicimila pasti all’anno, sani e nutrienti, a chi non può assicurarsi il sostentamento quotidiano, non è cosa da poco”. Alcune delle persone che frequentano la “Cucina popolare genovese” vengono da un lungo percorso di marginalizzazione e, fisicamente, ne portano i segni. “Un defibrillatore ben utilizzato può fare la differenza ed evitare una tragedia” conclude Scovazzi.

I NUOVI GIOCHI DELLA “GIACOMO CANEPA” A CREVARI

I NUOVI GIOCHI DELLA “G. CANEPA” A CREVARI

Le altalene, una per i più piccini, una per i bimbi un po’ più grandi. Accanto, lo scivolo, con la parete attrezzata […]

Le altalene, una per i più piccini, una per i bimbi un po’ più grandi. Accanto, lo scivolo, con la parete attrezzata per i piccoli “rocciatori” e, al posto della classica scaletta, una rete in corda a maglie larghe in stile militare. Tutto in materiale riciclato. Insomma: giochi per divertirsi, ma anche per crescere, imparando a conoscere sé stessi condividendo esperienze con i coetanei, con un occhio di riguardo per l’ambiente. Questa area di gioco è stata consegnata stamani ai centoventi alunni della scuola materna ed elementare “Giacomo Canepa” di Crevari. L’area, realizzata grazie ai contributi di A.Se.F. e di “Crevari Invade”, completa una più ampia opera di ripristino e sistemazione del parco antistante la scuola iniziato con la cura del verde e la piantumazione.

La realizzazione del progetto è stata possibile grazie all’interessamento degli uffici del Municipio VII Ponente. I giochi della scuola di Crevari fanno parte di un più articolato progetto di sistemazione di aree destinate all’aggregazione e al gioco sul vasto territorio del municipio dell’estremo ponente genovese. La scuola di Crevari fa infatti parte dell’Istituto Comprensivo Voltri 1, da cui dipendono le materne e le elementari delle varie delegazioni che gravitano intorno a Voltri. Si tratta dunque di un primo passo verso la realizzazione di altri simili progetti.

Al simbolico taglio del nastro hanno preso parte il presidente del Municipio VII Ponente Matteo Frulio, l’amministratore unico di A.Se.F. Paolo Scovazzi, i rappresentanti di “Crevari Invade”, tra cui il portavoce Stefano, il corpo insegnati della scuola ed i bimbi della scuola primaria.

“Sono estremamente felice per questa realizzazione – commenta il presidente del Municipio VII Ponente Matteo Frulio – Nella scuola di Crevari ho insegnato per un breve periodo e ho visto da vicino le attività didattiche portate avanti con cura e attenzione dalle colleghe. Creare nuovi spazi per il gioco come quello realizzato da A.Se.F., che ringrazio, è importante. Abbiamo un’attenzione particolare sul tema e, come Municipio, lo stiamo dimostrando con gli interventi già attuati su Voltri, Prà e Pegli”.

“Alla scuola materna ed elementare di Crevari, situata in un luogo splendido, tra mare e primissime colline, mancava proprio quest’area – commenta l’amministratore unico di A.Se.F. Paolo Scovazzi – Ora le strutture sono pronte per i bimbi che potranno così godere appieno del gioco all’aperto, per loro così salutare. Ci siamo anche assicurati che i materiali di costruzione, in particolare la plastica, fossero riciclati, così da abbattere l’impatto ambientale”. “Per ‘Crevari Invade’ questo è l’ultimo tassello che mettiamo per la socialità nella comunità – dice Stefano, rappresentante del gruppo attivo a Crevari dal 1992, organizzatore anche della famosa sagra delle focaccette – Questo spazio e queste attrezzature erano attese dalla scuola da tempo. Per noi è una grande soddisfazione essere qui, con i bimbi, a festeggiare”.

Borse Lavoro per Assistenza Domiciliare

Provengono da zone di guerra, hanno figli al seguito, oneri, impegni inderogabili in una società […]

Provengono da zone di guerra, hanno figli al seguito, oneri, impegni inderogabili in una società, per loro, nuova. A queste persone, due donne sfuggite agli orrori dei conflitti in Siria, e una donna somala che ha affrontato il viaggio della speranza con la figlia disabile, ha teso la mano la Comunità di Sant’Egidio: a ciascuna di loro è data un’opportunità di formazione e, dove possibile, di inserimento lavorativo, con l’affiancamento dei volontari per diventare collaboratrici domestiche per anziani soli e non più completamente indipendenti. Il progetto è stato finanziato da A.Se.F., l’azienda delle onoranze funebri del Comune di Genova, che da anni opera in sinergia con Sant’Egidio per l’inserimento – o il reinserimento – nella società dei soggetti più fragili ed esposti.

Le donne sono giunte in Italia, e a Genova, grazie ai “Corridoi umanitari” – aperti in virtù di una collaborazione tra la Comunità di Sant’Egidio, le Chiese Evangeliche e il Governo italiano – che hanno permesso di aiutare persone sfollate da zone di guerra. I percorsi prevedono, dopo la necessaria formazione, un periodo di tutoring con i volontari più esperti di Sant’Egidio, al servizio di anziani soli e bisognosi di aiuto. Gli ambiti di assistenza sono le faccende domestiche, l’accompagnamento alle visite mediche, il disbrigo di pratiche amministrative, le piccole spese quotidiane. Queste persone saranno dunque introdotte nel mondo del lavoro e accompagnate in un percorso di reale e concreta formazione. Ma avranno anche tempo libero da dedicare alla propria famiglia.

“Siamo profondamente grati ad A.Se.F. per aver scelto di sostenere questo progetto, che tiene insieme due grandi sfide del nostro tempo: l’accoglienza dei migranti e la cura degli anziani – commenta Andrea Chiappori, responsabile della Comunità di Sant’Egidio in Liguria – È fondamentale che realtà private e aziende sentano sempre più la responsabilità di contribuire a percorsi di integrazione come questo. Solo unendo le forze possiamo trasformare i corridoi umanitari in vere opportunità di vita, permettendo al contempo ai nostri anziani di restare nelle proprie case. Le azioni indicate da papa Francesco per offrire risposte ai drammi delle migrazioni – accogliere, proteggere, promuovere e integrare – sono le stesse da mettere in atto per prenderci cura della fragilità della nostra popolazione anziana”.

“In questo periodo di grande incertezza – commenta l’amministratore unico di A.Se.F. Maurizio Barabino – ovunque si guardi, purtroppo, ci sono guerre. I flussi migratori di persone in cerca di un futuro e di una vita più sicura sono incessanti. Nel tempo abbiamo imparato a conoscere la grande professionalità della Comunità di Sant’Egidio. E, grazie alle sue competenze, con le borse lavoro tre di queste persone potranno avere una nuova opportunità di vita e fiducia nell’avvenire”.

Promozione Scolastica Hockey su Prato

Duemiladuecento bambini e ragazzi coinvolti, allievi in quattordici scuole del centro levante cittadino […]

Duemiladuecento bambini e ragazzi coinvolti, allievi in quattordici scuole del centro levante cittadino appartenenti a ben dodici istituti comprensivi genovesi. Questi i destinatari del vasto programma di presentazione e avvio allo sport intrapreso dall’ASD Genova Hockey Club, la società sportiva che proprio quest’anno compie novant’anni, accreditandosi come una delle più antiche e blasonate realtà associative dilettantistiche cittadine. Il progetto ha lo scopo di accogliere tutti, “parlando con la loro lingua” a bambini e ragazzi, di età compresa tra i sei ed i tredici anni, e presentando un’attività fisica “performante e coinvolgente, universale e accessibile a tutti, vettore di importanti valori, capace di creare aggregazione, lontano dai messaggi, talvolta discutibili, che si attingono dai grandi canali di comunicazione di massa” dice il presidente del consiglio direttivo Marco Arscone.

A.Se.F., l’azienda delle onoranze e dei trasporti funebri del Comune di Genova, sostiene e sponsorizza il programma di “alfabetizzazione” allo sport intrapreso in modo capillare dall’ASD Genova Hockey Club. “Il progetto, concordato con i diversi direttori scolastici, prevede, per ciascuna scuola, tre presenze dei nostri istruttori, con prove pratiche – precisa Arscone – Al termine dell’esperienza, i partecipanti sono invitati al Gran Torneo Scolastico finale. In tutto, a livello cittadino, i tornei saranno sei. Abbiamo finora incontrato grande entusiasmo. L’hockey su prato è uno sport veloce, performante, dinamico e coinvolgente. Chi lo prova, se ne innamora”. I bambini delle scuole primarie, inoltre, al termine del programma, saranno invitati a partecipare al Ravano, la grande kermesse sportiva annuale intitolata a Paolo Mantovani, e destinata ai piccoli sportivi. che prevede anche il torneo di hockey su prato.

ASD Genova Hockey Club è, ad oggi, una delle realtà sportive più presenti nella promozione scolastica in città: “Il nostro focus è rivolto soprattutto ai bambini e ai giovani – chiarisce Marco Arscone – Sui circa duecento tesserati del nostro club, il 70% sono al di sotto dei 18 anni e il 50% sono al di sotto dei 12 anni. In città abbiamo tre scuole di hockey su prato, in via Fieschi, in via Padre Semeria e in via Lodi”. Ampio vivaio, dunque, che alimenta le file delle prime squadre di A2 femminile e B maschile.

“Un libero accesso allo sport, già dall’infanzia, per intraprendere un percorso di salute, crescita e inclusione è l’obiettivo che si pone l’ASD Hockey Club Genova e che A.Se.F. condivide appieno – commenta l’amministratore unico dell’azienda del Comune di Genova Maurizio Barabino – Il progetto, che sosteniamo, prevede oltre mille ore di presenza e contatto con gli alunni in ben 14 scuole genovesi. Si tratta di un’attività molto approfondita e ramificata, dalla chiara utilità sociale”. Dopo i primi contatti scolastici, molte famiglie hanno già deciso di tesserare i propri figli per avviarli all’attività annuale. Potendo anche contare su un servizio di “pedibus” di quartiere che, di fatto, sgrava i genitori impegnati nel lavoro dal dover trovare una soluzione per portare bambini e ragazzi al campo di allenamento.

Progetto “MadeInCruna” Facoltà di Architettura

Tecnologia e creatività si incontrano e si mettono al servizio dell’ambiente e della formazione dei più giovani […]

Tecnologia e creatività si incontrano e si mettono al servizio dell’ambiente e della formazione dei più giovani. Tutto questo è “madeincruna”, la nuovissima proposta che la cooperativa sociale genovese “La Cruna” offre ad insegnanti e studenti delle scuole primarie, secondarie e della Facoltà di Architettura di Genova.

A spiegare l’iniziativa è Barbara Rutallo, referente per la cooperativa “La Cruna” del progetto “madeincruna”. “Nei nuovissimi locali a nostra disposizione, accanto alla sede di via di Sottoripa 1a/61, abbiamo installato un incisore taglio laser CO2 . Grazie a questa macchina, uno strumento di altissima precisione, possiamo lavorare con diversi materiali, tra cui carta, cartone, legno, plexiglass, tutto rigorosamente di recupero. Due le tipologie di prodotti che realizziamo: strumenti didattici e oggetti di artigianato”.

Ma il laboratorio “madeincruna” vuole essere anche un luogo di incontro tra generazioni e tra professionalità diverse. “Per questo abbiamo messo a punto diverse proposte formative, per adulti, ragazzi e bambini – prosegue Barbara Rutallo – Ad esempio stiamo formando una classe del liceo artistico Paul Klee ed abbiamo con noi le studentesse e gli studenti dei corsi di Design del prodotto e della Comunicazione della Facoltà di Architettura di Genova, accompagnati dal professor Xavier Ferrari Tumay”.
A.Se.F. sostiene il progetto “madeincruna” e sponsorizza il segmento di attività svolta con i ragazzi di Architettura. Alessia De Fazio, 21 anni, sta per finire la laurea triennale in Design del Prodotto e della Comunicazione. Insieme alla collega di corso Giulia Colombi, 21 anni, sta sviluppando un progetto per rendere più stimolante il percorso all’interno dell’Acquario di Genova per i ragazzi con autismo. “Il gruppo ha realizzato diversi prototipi, io ed Alessia abbiamo ideato una serie di timbri – racconta Giulia – con le forme degli animali acquatici presenti nelle vasche. Vorremmo dotare i visitatori di una sorta di passaporto, in modo che abbiano una guida alla visita e dopo un piacevole ricordo dell’esperienza vissuta”.

Giulia ricostruisce i passaggi professionali necessari per arrivare al prodotto di design finito: “Innanzitutto ci mettiamo in ascolto delle esigenze del cliente, quindi creiamo un primo progetto su cui confrontarci e infine un prototipo. Grazie alla tecnologia di taglio laser, che ormai conosco bene grazie al mio tirocinio presso La Cruna, molti dei passaggi necessari alla realizzazione di un pezzo sono più rapidi e più precisi rispetto ad una lavorazione manuale”.

Anche Eleonora Rossi, 21 anni, e Valentina Alinovi, 20, lavorano in team. Sono studentesse di Architettura e stanno svolgendo un workshop a “madeincruna”. “Sono qui perché mi interessa perfezionare la tecnica di taglio e incisione laser – dice Eleonora – Lavorare per ideare strumenti didattici è un’esperienza nuova e molto utile”. Valentina completa il ragionamento: “Noi architetti, solitamente tendiamo ad essere più teorici qui abbiamo imparato a considerare l’impatto sociale e a curare l’aspetto umano del rapporto, che poi dà forma al prototipo e al prodotto finale”.

Nel catalogo di “madeincruna” ci sono tantissimi oggetti utili e unici: dagli strumenti per lo studio delle forme geometriche e delle frazioni per i più piccoli, a collane e orecchini, da interi acquari in stile diorama a viste di Genova incise su plexiglass retroilluminato. E poi stencil e alfabeti tridimensionali, puzzle e portapenne, le parti del corpo umano e il tangram cinese e Kamishibai che diventano anche teatri delle ombre.

Ulteriori informazioni e dettagli sul sito www.lacruna.com e sulla pagina Instagram @madeincruna

Teatro Stradanuova e Asilo di Sera

Torna “Asilo di Sera”, l”ancora di salvezza” di tante coppie genovesi alle prese con bambini piccoli in casa […]

Torna “Asilo di Sera”, l”ancora di salvezza” di tante coppie genovesi alle prese con bambini piccoli in casa e la voglia di uscire per trovare qualche momento di svago. Stradanuova Teatro Centrale e la Coop Tagesmutter (letteralmente, “mamme di giorno” in tedesco) offrono un rinnovato servizio di tate professionali, ad un prezzo calmierato grazie all’intervento di A.Se.F., l’azienda delle onoranze funebri del Comune di Genova, sempre impegnata in progetti al servizio della comunità.
Il servizio riparte sabato 14 febbraio ed è dedicato a chi voglia trascorrere una serata fuori dalle mura domestiche, a teatro o altrove, affidando i figli alle cure delle specialiste nella sede di Salita del Prione, a due passi da piazza delle Erbe.

Attraverso il portale www.asilodisera.it è possibile prenotare il servizio, fornendo le semplici e necessarie informazioni alle “tagesmutter” per prendere in carico i bambini: occorre declinare il nome del genitore che accompagna il bimbo, il luogo dove si trascorrerà la serata, fornire un recapito telefonico sempre attivo per eventuali emergenze. La cooperativa, presieduta da Cristina Polastro, accoglie, di sera, bambine e bambini da 3 a 10 anni. L’orario è compreso dalle 18,30 alle 23,30. Il costo per bimbo è di 25 euro.
“Il progetto si fonda su un modello di welfare di comunità, e contribuisce alla vitalità del centro storico di Genova, generando un indotto positivo per le attività culturali, ricreative e di ristorazione – assicurano gli ideatori del progetto di Stradanuova teatro Centrale – Asilo di Sera si configura così come un investimento sociale che mette al centro le persone, le relazioni e la qualità del tempo, promuovendo una città più inclusiva e vivibile”.

La cooperativa sociale Tagesmutter Arcobaleno fa capo, a livello nazionale, a Domus, ed inquadra le proprie tate con corsi di formazione specialistici e contratti di settore. “Cerchiamo persone che vogliano intraprendere questo percorso – spiega Cristina Polastro – Abbiamo anche troppe richieste e ci dispiace dover rifiutare parte delle famiglie che ci chiedono di tenere i loro bimbi”. Tagesmutter Arcobaleno lavora anche di giorno, con la formula di tenere i bimbi nelle abitazioni private delle tate. Di sera, offre il servizio nei locali della propria sede, per un massimo di 25 bambini a serata. “Noi garantiamo un tata ogni 5 bambini – precisa la presidente della cooperativa – Siamo attrezzati anche per la nanna, se qualche bambino desse segni di stanchezza”. La cena, “al sacco”, bisogna portarsela a da casa
“L’azienda, sempre impegnata nel sostegno di iniziative con evidente ricaduta sociale, si schiera oggi dalla parte delle giovani famiglie genovesi – commenta l’amministratore unico di A.Se.F. Maurizio Barabino – Stradanuova Teatro Centrale e Tagesmutter Arcobaleno, a Genova, sono due brand ormai noti e consolidati ai quali siamo felici di associare il nostro, avviando una collaborazione di welfare reale utile alla collettività”.

Il servizio Asilo di sera è fruibile, come detto, dal 14 febbraio 2026 secondo il seguente calendario (date in aggiornamento): sabato 14 febbraio 2026; venerdì 27 febbraio 2026; venerdì 13 marzo 2026; venerdì 27 marzo 2026.

Visite Guidate Cimitero Monumentale Staglieno

Visitare il cimitero monumentale di Staglieno con un approccio diverso, seguire un itinerario aperto a tutti […]

Visitare il cimitero monumentale di Staglieno con un approccio diverso, seguire un itinerario aperto a tutti, ma studiato per persone fragili o con disabilità psico sensoriali: oggi è possibile grazie alla guida professionale Lidia Schichter di “Dalet – Tracce di memoria”, già recentemente impegnata in analoghe visite nei Palazzi dei Rolli, ai murales di Certosa, al parco Pallavicini e negli “Staglieno Days” appena conclusisi, con grande successo di pubblico e critica (e tanti altri luoghi d’interesse). Le visite prevedono non solo un approccio storico al cimitero cattolico, ma un vero e proprio ingresso, fisico e tematico, nei cimiteri ortodosso, protestante, ebraico e inglese interni alla necropoli genovese, anche con la partecipazione di “special guest”, ospiti davvero speciali, conoscitori e responsabili delle aree di sepoltura delle diverse comunità. Poi un accenno tematico a quello musulmano, che si trova ai margini Nord della necropoli.

L’iniziativa socio culturale, gratuita per i partecipanti, è realizzata con il sostegno di A.Se.F., l’azienda delle onoranze e dei trasporti funebri del Comune di Genova.

Le visite avranno inizio giovedì 16 ottobre. L’appuntamento è alle 14,30. Proseguiranno il 30 ottobre (ore 14,30), poi il 2 novembre (ore 11), 14 novembre (ore 14,30), 23 novembre (ore 10,30) e 30 novembre (ore 10,30); ultimo appuntamento il 14 dicembre (ore 11). Occorre effettuare una prenotazione, chiamando direttamente Lidia Schichter (cell. 3284222168). “Quello di Staglieno non è un semplice cimitero, è un luogo della vita – dice Schichter – È una città silenziosa con vie, sentieri, gallerie, piazze. Un via vai di personaggi in pietra che sembrano muoversi da un momento all’altro. Fotografie che fermano momenti della ricca società del tempo in abiti eleganti, persi nei loro ricordi. Vedremo questo, ma proseguiremo anche oltre, a piccoli passi, rispettosi, per respirare sensibilità diverse”. Dunque Il cimitero ebraico dove “come disse Primo Levi – prosegue la guida – non si ha, o almeno non predomina, l’impressione del lutto”; i protestanti “sepolti sotto le fronde di un bosco: semplici tombe vicine ad opere d’arte di scultori immaginifici”; i campi ortodossi: “Uomini e donne ucraini e russi sepolti vicini…”. Il campo greco ortodosso “cinto da una elegante ringhiera e una chiesetta all’interno. Qui si può immaginare il canto di una ninna nanna che ci accompagnerà nella vita che va oltre”. Poi il cimitero musulmano, rivolto verso la Mecca: “Ne parleremo, ricordando anche la sensibilità musulmana che ci accompagnerà nel percorso attraverso il ricordo”. Infine il campo degli inglesi: “Ci sarà raccontato, perché si trova in cima ad una scalinata, lunga e ripida” conclude Schichter.

“In passato, con Lidia Schichter avevamo sostenuto una serie di visite guidate a Certosa, dove campeggiano enormi murales di autori provenienti da tutto il mondo – dice Maurizio Barabino, amministratore unico di A.Se.F. – Fu un successo e diede la possibilità a persone con disabilità psico sensoriali, anche ipovedenti, di poter fruire di quel vero e proprio museo a cielo aperto, un unicum in Italia. Oggi replichiamo a Staglieno, certi che il ciclo di visite sarà un’occasione per molti di visitare un luogo suggestivo, da sempre al centro della vita culturale genovese”.

Gli interessati alle visite potranno raggiungere il cimitero di Staglieno e, dopo essersi qualificati all’ingresso, parcheggiare all’interno del perimetro in un’area dedicata.

Servizio Bus Navetta Teatro Modena

Torna anche nella stagione 2025/2026 il bus navetta che collega il teatro “Ivo Chiesa” con il teatro Modena […]

Torna anche nella stagione 2025/2026 il bus navetta che collega il teatro “Ivo Chiesa” con il teatro Modena e la Sala Mercato di Sampierdarena.
Il direttore artistico Davide Livermore, in occasione della presentazione del ricchissimo cartellone del Teatro Nazionale di Genova intitolato “Il teatro è tuo!” e introducendo i progetti speciali per l’anno a venire, ha annunciato il rinnovo della sponsorizzazione di A.Se.F. che, finora, per tre stagioni ha sostenuto il progetto di mobilità pubblica a costo zero per gli amanti del teatro e si accinge a co-finanziare la quarta.

L’annuncio di Livermore ha trovato forma concreta nel rinnovo del servizio, previsto ogni mercoledì sera, allorquando in cartellone vi sono in programma spettacoli nelle due sale di Sampierdarena. Per consultare il bouquet di spettacoli è possibile accedere al sito del teatro nazionale di Genova e consultarlo, avendo accesso anche a prezzi dei biglietti, orari e approfondimenti tematici.
Il bus, che parte alle 19,30 di fronte all’”Ivo Chiesa”, in viale Duca D’Aosta, fa tappa in piazza De Ferrari alle 19,40 per procedere, poi, in viabilità ordinaria, fino a Sampierdarena. Al termine dello spettacolo, il bus accoglie gli spettatori per fare ritorno in centro città. Solo nella giornata del 10 dicembre la partenza è anticipata alle 18,30 in quanto lo spettacolo serale avrà inizio alle 19,30. Visto il notevole gradimento delle passate edizioni, è richiesta dal teatro una prenotazione che si può effettuare contattando telefonicamente la struttura.

“Il rapporto con il Teatro Nazionale di Genova ed A.Se.F. è ormai consolidato – commenta l’amministratore unico di A.Se.F. Maurizio Barabino – L’offerta del bus navetta, nel tempo e grazie anche al sostegno del teatro stesso, ha avuto grande successo. Si rivolge soprattutto a studenti e persone che hanno difficoltà ad utilizzare l’auto di sera e non vogliono rinunciare agli spettacoli proposti al Modena e alla Sala Mercato. A.Se.F. sostiene la cultura a Genova e ha trovato un partner eccellente nel Teatro Nazionale”.

Progetto Area Scout “Le Casette”

L’acqua corrente, per docce, bagni, trogoli e lavelli; la corrente elettrica, generata con pannelli fotovoltaici […]

L’acqua corrente, per docce, bagni, trogoli e lavelli; la corrente elettrica, generata con pannelli fotovoltaici; i bracieri, per il fuoco in sicurezza; i tavoli e le aree di accoglienza; soprattutto, le “casette”, antiche costruzioni rurali, ristrutturate e pronte per l’accoglienza. Si è concluso, con una grande festa di inaugurazione, l’ambizioso progetto della “Palestra scout – Le Casette”, un programma di bonifica green di un ampio appezzamento boschivo sulle alture di Sant’Ilario, avviato con l’acquisto del terreno negli anni Ottanta del secolo scorso e portato a termine dai figli e, in alcuni casi, dai nipoti dei membri del nucleo originario. Protagonisti di questo lungo e fortunato percorso sono i gruppi di “Genova 15” e “Genova Levante” degli scout genovese, che raggruppano famiglie da Quinto a Bogliasco.

L’appezzamento, terrazzato e ordinato, misura cinque ettari complessivi. È composto da tre case rurali in pietra, attrezzate con cucina e soppalchi per la notte, bagni, docce, magazzini, appezzamenti per le tende, tavoli, legnaie e bracieri. A raccontare il progetto, di cui anche A.Se.F. è stata parte nell’ultimo periodo attraverso una sponsorizzazione, è Alessandro Costanzo, vicepresidente di Nervi Primo APS, l’organizzazione non profit che si occupa da 40 anni di gestire un terreno. “Nei decenni abbiamo bonificato una porzione sempre più grande di terreno, di bosco, permettendo a tanti scout di tutta Italia e non solo di venire a svolgere le loro attività educative in un contesto accogliente, bello e curato – spiega Costanzo – Abbiamo cinque ettari di bosco, una parte dei quali è regolarmente mantenuta e curata, mentre l’altra è lasciata a bosco incolto e abbiamo, da adesso, tre case adibite ad appoggio per l’accoglienza scout. Sono tutti fabbricati rurali ristrutturati secondo le tecniche di un tempo, nel rispetto della tipologia costruttiva originaria e però appunto con un’attenzione all’accoglienza che offriamo ai bambini, alle ragazze e ai ragazzi”. L’area è aperta ed è pronta ad accogliere chiunque, anche solo di passaggio. Acqua, bagni, docce, tavoli e bracieri sono sempre a disposizione. Le Casette vanno invece prenotate. Per questo c’è un sito internet espressamente dedicato: www.lecasette.org. “La base è accessibile tutto l’anno – prosegue Costanzo – forte di un clima, quello di Genova, che è accogliente 12 mesi l’anno. Noi accogliamo gruppi sia in pieno inverno che in piena estate e anche, e soprattutto, i gruppi dall’estero e dal Nord Italia apprezzano di poter venire qua e poi scendere per fare un tuffo in mare a Nervi, a Bogliasco a Quinto. Noi siamo sui monti, a due passi dal mare. Questo è un po’ il nostro slogan”.

Le Casette costituiscono una vera e propria palestra di scoutismo, dove, nell’arco di 40 anni, si sono formate, a contatto con la Natura, generazioni di ragazze e ragazzi. Domenica scorsa si sono riunite oltre 300 persone per festeggiare il taglio del nastro. “Come tutti le realtà non profit – conclude Alessandro Costanzo – viviamo della generosità e del sostegno delle persone, delle realtà e delle aziende che credono nel nostro progetto. Siamo aperti a sostegni sotto forma di donazioni, sotto forma del di 5×1000, che in questo periodo dell’anno è molto attuale, ma in generale anche tanto un supporto di volontariato”.
In questo contesto si è inserita anche A.Se.F., che con un contributo ha aiutato i membri di Nervi Primo APS a concludere il progetto. “Con magazzini, bagni, docce e la terza casa ultimata l’area è pienamente operativa – commentano i vertici di A.Se.F. Maurizio Barabino e Franco Rossetti – Il progetto de “Le casette” è inclusivo per definizione. Lo scoutismo è da sempre impegnato nel sociale, nell’inclusione, nel turismo sostenibile, nell’impegno per la salvaguardia della Natura. Infatti l’area è accessibile a tutti, anche solo per scampagnata domenicale. Un luogo accogliente, attrezzato e gestibile da chiunque voglia trascorrere tempoi di qualità a contatto con la Natura”.

Euroflora Edizione 2025 La Lanterna Verde

Poco meno di 600 ore di lavoro, con il coinvolgimento di 45 persone tra professionisti, artigiani, fioristi […]

Poco meno di 600 ore di lavoro, con il coinvolgimento di 45 persone tra professionisti, artigiani, fioristi, appartenenti a 15 diverse ditte e, persino, un gruppo di volenterosi studenti dell’istituto professionale Marsano. Questo l’impegno che è stato necessario per realizzare la “Lanterna verde” e il giardino fiorito che la circonda: questi i due temi portanti e principali attrattive dello stand di A.Se.F., la società pubblico partecipata del Comune che espone proprio nel cuore di Euroflora, al centro del rinnovato Palasport.

L’antica e radicata “genovesità” dell’azienda ha condotto la progettista dello stand, l’architetto Alice Beraldo, a impostare un dialogo con i visitatori non solo visivo, ma anche olfattivo. Così, se in prima linea nell’appezzamento di oltre 140 metri quadrati svetta la Lanterna (scala 1:20 rispetto all’originale), realizzata in muschio e garofani bianchi, rossi e gialli, accanto vi sono le aree fiorite, addobbate con margherite, ortensie, lavanda, ma anche piante aromatiche tipicamente genovesi, come alloro, rosmarino, salvia e timo. Dieci le specie di piante, tra vive e recise, presenti nella superficie espositiva, accanto al tappeto erboso, che si estende per cento metri quadrati. Le piante vive, nel complesso, sono 260.
Alla realizzazione dello stand hanno collaborato i tecnici della ditta specializzata nella costruzione di incastellature e ascensori C.I.A. – che in base ai disegni dell’architetto hanno costruito l’armatura interna della Lanterna – elettricisti, edili e, soprattutto, i fioristi fornitori di A.Se.F. (Magniflor, Carlotta Iannoni, Galleria d’arte e fiori, Lodi Mario & Figli). Gli edili hanno gestito 28 metri cubi di sabbia e 6 quintali di rocce.

“Fare collaborare diverse maestranze, molto distanti fra loro, è il compito di tutti gli architetti – commenta Alice Beraldo – È stata, questa, una delle maggiori sfide da affrontare. Ma la professionalità dei soggetti che hanno operato nello stand ha garantito un risultato che oggi posso dire essere pienamente soddisfacente”. Nella realizzazione del progetto, il primo scoglio da superare è stato quello di promuovere l’idea della Lanterna verde. “Prendere in prestito un simbolo importante come la Lanterna di Genova è una grave responsabilità – aggiunge l’architetto – Occorreva avere un approccio rispettoso al tema. Abbiamo anche realizzato un punto selfie, così che i visitatori possano portarsi a casa un ricordo, naturalmente con la nostra meravigliosa Lanterna”. Così come la Lanterna svetta nel cuore della città di Genova, al centro del bacino di Sampierdarena, allo stesso modo la Lanterna verde, allestita nel Palasport, si pone al centro della kermesse floreale e, nello stand, di un percorso che trae origine dalla varietà di piante e fiori della nostra terra. Il committente ha compreso il messaggio. Poi la palla è passata al fabbro. “Come è necessario nel nostro lavoro, abbiamo lavorato con specifiche di precisione molto elevate – dice Juan Javier Cornelio Murillo, fabbro e titolare della C.I.A. – Una incastellatura realizzata in tre segmenti, del peso di oltre tre quintali, deve essere necessariamente sicura e molto stabile. I progetti sono stati realizzati al millimetro”.

Tutto ha funzionato. Dopo il posizionamento della struttura al Palasport, sono iniziate le decorazioni. “All’inizio di questo lungo percorso – commenta Giuseppe Magni a nome della cordata di fioristi – abbiamo suggerito una selezione di piante e fiori tipici del nostro territorio, che siano di stagione e possano essere curati adeguatamente in un’aiuola. La progettista ed i dirigenti A.Se.F. sono stati molto aperti ai suggerimenti. Oggi, insieme ai colleghi, possiamo dire di avere pianificato al meglio questo lavoro, così distante dalla nostra quotidianità”.

Grande soddisfazione da parte dei vertici A.Se.F., l’amministratore unico Maurizio Barabino e il dirigente amministrativo e gestionale Franco Rossetti: “Confidiamo che tanto sforzo sarà premiato dall’attenzione dei visitatori di questa edizione di Euroflora – commentano – Nella scorsa edizione se ne contarono 240mila e forse quest’anno saranno anche di più. Speriamo di poter offrire una visione gradevole e trasmettere tutta la professionalità di un’azienda che opera da oltre un secolo sul territorio genovese”.