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IL NUOVO DEFIBRILLATORE PER LA CUCINA POPOLARE

GENOVA, 23 settembre 2026.“Da oggi i nostri spazi sono più sicuri”. Parola di Marco Furnò, presidente della “Cucina popolare genovese”, riuscitissimo esperimento di sostegno alle persone più fragili che, in Valbisagno, ormai da cinque anni, serve settanta pasti al giorno grazie allo sforzo corale di 350 volontari e numerosi partner. La grande sala di via del Fossato, non lontano dallo stadio “Luigi Ferraris”, è stata dotata di un defibrillatore, uno strumento di primo soccorso di cui lo staff della “Cucina popolare” sentiva il bisogno.

Spiega Furnò che “Un defibrillatore, nel nostro specifico caso, non è un obbligo di legge. Noi siamo un ETS (ente del terzo settore, ndr), e non saremmo obbligati ad averne uno. Tuttavia abbiamo sentito la necessità di rendere più sicure le nostre aree, garantendo ai nostri ospiti un efficiente salvavita in caso qualcuno fosse colpito da un’aritmia cardiaca o, peggio, da un arresto cardiaco”.

Alla presentazione del defibrillatore è intervenuto, stamani, l’assessore comunale ai Servizi civici Emilio Robotti: “Questa è una struttura che sento particolarmente vicina – commenta Robotti – Anche io, per molti anni, ho fatto volontariato. Tra le altre cose, sono stato fondato e coordinatore per 13 anni dello sportello genovese di ‘Avvocato di strada’, che ha sede nei locali della comunità di San Benedetto al Porto”.

Poiché la “Cucina popolare genovese” è interamente dipendente dai tesserati, dai volontari e dalle donazioni di enti pubblici e privati, anche il defibrillatore (un modello Philips Hearstart HS1) è stato oggetto di una donazione, in questo caso di A.Se.F. Srl, una delle aziende che da tempo sostengono la struttura della Valbisagno.

“Tra noi vi è un rapporto consolidato: già in passato l’azienda aveva fornito strumenti professionali di potabilizzazione dell’acqua e di igienizzazione delle stoviglie e dei pavimenti – dice l’amministratore unico di A.Se.F. Paolo Scovazzi – Macchinari utili per gestire al meglio una struttura che ha un impatto sociale incalcolabile. Basti pensare che la rete creata dal presidente Marco Furnò e dal vicepresidente Aldo Milfa e dal socio e fundraiser Roberto D’Avolio conta oggi oltre 350 soci volontari e più di venti aziende e fondazioni. Servire dodicimila pasti all’anno, sani e nutrienti, a chi non può assicurarsi il sostentamento quotidiano, non è cosa da poco”. Alcune delle persone che frequentano la “Cucina popolare genovese” vengono da un lungo percorso di marginalizzazione e, fisicamente, ne portano i segni. “Un defibrillatore ben utilizzato può fare la differenza ed evitare una tragedia” conclude Scovazzi.

GRANDE PRESENTAZIONE DELLA SESTRESE BOR 1919

18 settembre 2026. Grande festa ieri allo stadio “Giuseppe Piccardo” di Borzoli, storica sede della Sestrese Bor 1919, dove si sono riuniti i 300 atleti di tutte le leve (dal 2001 alla prima squadra) per la presentazione della stagione 2026/2027.

Spalti gremiti, tifo per i campioni di casa, dai giovanissimi alle punte di diamante della rappresentativa di Promozione.

Per A.Se.F., sponsor della blasonata società sportiva, era presente l’amministratore unico Paolo Scovazzi, invitato ad intervenire dalla presidente Cinzia Baldelli. “La Sestrese è come il Real Madrid a Genova – ha detto Scovazzi – Fare crescere degli sportivi è un compito assai delicato che qui viene svolto in modo eccellente. Ai genitori dico: non siate troppo tifosi ma educatori equlibrati”. Per lui applausi e consensi.

Tra gli ospiti d’onore Giulio Ivaldi (Figc), l’assessore ai Lavori pubblici Massimo Ferrante per il Consiglio comunale di Genova Maria Luisa Centofanti e Sara Tassara, il presidente del Municipio Medio Ponente Fabio Ceraudo.

Dopo i successi di Coppa Italia, domani i verdestellati esordiranno sul campo di casa nella prima di campionato con il Borgo Incrociati.

Un grande in bocca al lupo ai ragazzi della Sestrese Bor!

MOSTRA FOTOGRAFICA PER IL CROLLO PONTE MORANDI

Giovedì 13 agosto 2026. Una video installazione, forma plastica di ricordo delle 43 vittime del crollo del Ponte Morandi. E una mostra fotografica composta da 130 scatti realizzati dai fotoreporter che documentarono il disastro del 14 agosto 2018 e tutte le fasi successive, fino alla recente sentenza di primo grado.

In occasione dell’ottavo anniversario della tragedia l’Ordine dei Giornalisti della Liguria e l’Associazione Ligure dei Giornalisti hanno realizzato il video e la mostra in sinergia con il Comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi, un’operazione di memoria che resterà indelebile nel tempo.

Con il patrocinio del Comune di Genova, l’iniziativa è stata sponsorizzata da A.Se.F. e da Genova Parcheggi, oltreché dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti.

L’inaugurazione è avvenuta oggi, 13 agosto, nel tardo pomeriggio, a Palazzo Tursi, alla presenza della sindaca Silvia Salis, del presidente della Regione Liguria Marco Bucci, del prefetto Cinzia Torraco e dell’arcivescovo di Genova Marco Tasca.

Da ottobre entrambe le iniziative saranno disponibili nel Memoriale del Ponte Morandi. Fino ad allora saranno visibili a Palazzo Tursi.

Gara di solidarietà per Canile Montecontessa

Martedì 21 luglio 2026. Gara di solidarietà tra i ragazzi dell’Università di Genova che ruotano intorno all’associazione sportiva Unisport: coperte, lenzuola, cibo e palloni sono stati raccolti attraverso un passaparola sui social e non solo e consegnati stamani ai volontari del canile municipale Montecontessa.

A.Se.F. sostiene Unisport e ha condiviso i principi su cui si è basata l’iniziativa.

Forza ragazzi, generosi dentro e fuori il campo da gioco!

Articolo del Secolo XIX sulla raccolta di coperte, lenzuola e palloni promossa da Unisport per il canile Montecontessa
Articolo del Giornale sulla donazione di cibo e palloni ai cani di Montecontessa da parte di Unisport.

ASEF ACCENDE LE LUCI DI S. AGOSTINO DELLA CELLA

GENOVA, 18 luglio 2026. Dopo la facciata e la pavimentazione, ora la Chiesetta di Sant’Agostino della Cella, prezioso edificio protoromanico situato nel cuore di Sampierdarena, è stata dotata di un impianto elettrico e di illuminazione interna che ne enfatizza materiali, nervature, intonaci, decorazioni e arredi. Il restauro conservativo, coordinato dal Gruppo Culturale Amici della Cella, è stato possibile, per la parte muraria, grazie a Fondazione Carige e, per l’illuminotecnica ad A.Se.F. Srl, l’azienda delle onoranze funebri del Comune di Genova. Il progetto, messo a punto dal laboratorio di architettura e urbanistica Braghieri, prevede il completo recupero del chiostro dell’antico edificio religioso, giungendo alla restituzione alla città di un monumento parte integrante della storia culturale e religiosa del Paese. L’inaugurazione del nuovo sistema di illuminazione è avvenuta venerdì sera, alla presenza di molte delle persone coinvolte nella realizzazione del progetto.

La tradizione religiosa indica la Chiesetta, che si trova nelle adiacenze della chiesa parrocchiale di Santa Maria della Cella, in via Giovannetti, come il sito che ospitò nel 725 d.C. le reliquie di Sant’Agostino, in transito dalla Sardegna a Pavia per volere del re longobardo Liutprando al fine di sottrarle alle incursioni saracene. Si ipotizza che da quel momento il sacello, con le sue mura sacre, acquisì la nuova dedicazione a Sant’Agostino e, nei secoli successivi, inglobato nella fabbrica di un convento che finì in parte distrutto nei tragici bombardamenti di Genova della Seconda Guerra Mondiale. La Chiesetta si salvò e rimase quasi dimenticata per decenni, fino all’ambizioso intervento di questi giorni.

“Accendere questa sera le nuove luci nella Chiesetta di Sant’Agostino significa rinnovare il desiderio che questa continui a essere un punto di riferimento per la comunità parrocchiale, per il territorio e per quanti vi entreranno cercando bellezza, pace e ricchezza spirituale – ha commentato don Matteo Firpo, parroco di Santa Maria della Cella – Ringrazio la Fondazione Carige e A.Se.F. che con grande sensibilità hanno fattivamente contribuito ad aprire un percorso che ci invita a guardare lontano. Ringrazio il Gruppo Culturale Amici della Cella per il loro supporto e tutti coloro che si stanno prodigando per la realizzazione di questo progetto che ci unisce in un cammino comune”.

Accanto al parroco, presente al taglio del nastro, l’assessore alla Cultura del Municipio II Centro Ovest Margherita Pardini, che dice: “Ritengo che restituire al nostro territorio e alla città la Chiesetta di Sant’Agostino, significhi ridare vita ad un luogo che custodisce secoli di storia e di identità. La cultura nasce anche dalla cura del nostro territorio e valorizzarlo rafforza il legame tra la comunità, il territorio e le sue radici”.

Stretto collaboratore del parroco e sostenitore del progetto, insieme agli altri volontari del Gruppo Culturale Amici della Cella, Mirco Oriati può festeggiare il raggiungimento di un nuovo traguardo nel percorso di recupero della Chiesetta di Sant’Agostino. “Stasera festeggiamo, grazie ad A.Se.F., un ulteriore passo avanti di un percorso che mira a riportare la chiesetta protoromanica di Sant’Agostino al suo antico splendore – commenta Oriati – Un segno di cura verso un piccolo ma importante tempio di fede le cui pietre ci raccontano una storia più che millenaria: ricca di spiritualità, di tradizioni e di vicende umane. Un bene prezioso per tutta Genova. Speriamo che questa luce sia fonte di ispirazione per il raggiungimento di nuovi traguardi”.

Paolo Scovazzi, amministratore unico di A.se.F. Srl, a margine della breve cerimonia di inaugurazione, ha sottolineato come “Genova è una città policentrica e cosmopolita: la presenza, in un’area così protetta della parrocchia, della Chiesetta di Sant’Agostino, è l’ennesima prova di come la nostra città, ed i suoi approdi, furono per secoli la porta d’Europa. Un re longobardo dispose che le reliquie di Sant’Agostino passassero da Sampierdarena, i suoi abitanti le accolsero con una devozione che resta come una pietra miliare. È una vicenda straordinaria, ricca di nobili suggestioni, in cui siamo fieri di avere un ruolo attraverso il nostro contributo”.

All’inaugurazione, tra gli altri, hanno preso parte anche Rossana Rizzuto, vicepresidente Gruppo Culturale Amici della Cella e Stefano Ferrajoli, il titolare della ditta che ha realizzato il nuovo sistema elettrico ed impianto di illuminazione. Hanno inviato i saluti Alessandro Braghieri, l’architetto titolare del Laboratorio Architettura e Urbanistica che ha realizzato l’intero progetto e Grazia Di Natale, coordinatrice dell’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali e Edilizia di Culto.

La Chiesetta di Sant’Agostino è visitabile. Per visite private o di gruppo occorre prendere contatto con il Gruppo Culturale Amici della Cella (mail: [email protected]; cell. 3497801818).

Articolo del Giornale sulla nuova illuminazione della Chiesetta di Sant’Agostino della Cella.
Articolo del Giornale sul restauro della chiesetta, con una foto della cerimonia al suo interno.
Articolo del Secolo XIX sul restauro e sulle nuove luci della Chiesetta di Sant’Agostino.

AIUTO PER LO SCUOLABUS “IL TORPEDONE” DI CREVARI

Lunedì 6 luglio 2026.Dal 2018 accoglie i bimbi di Prà e Voltri, la mattina presto, e li porta a Crevari, nella scuola “Giacomo Canepa”. È il “Torpedone”, un bus giallo da 40 posti, come quelli che si vedono nei film d’oltreoceano.

Lo scuolabus è garantito dall’Associazione Amici della Scuola di Crevari . Fino al 2018 – racconta Cinthya Ottonello, presidente dell’Associazione – il servizio era esternalizzato. Poi i genitori dei bambini si autotassarono e comprarono il bus, anche con l’aiuto di PSA, la società attiva nella movimentazione dei container sulla piattaforma di Prà.

Da quest’anno A.Se.F. sostiene il servizio, contribuendo alle molte spese necessarie per tenerlo in esercizio.

La scuola dell’infanzia e primaria “Giacomo Canepa” è un’eccellenza sul territorio, per metodi di accoglienza e didattica oltre che per l’ambiente gradevole e a misura di bambino.

A.Se.F. condivide i principi dell’Associazione amici della Scuola di Crevari, tesi alla condivisione e all’ampia socialità.

IL MUSEO DORIA SVELA I SUOI ERBARI STORICI

Genova, 17 giugno 2026. Nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi è stato presentato il progetto Erbari Svelati: un viaggio tra erbari storici, scienza e patrimonio culturale, un patrimonio botanico e storico di eccezionale valore, che coniuga il rigore scientifico con le più moderne tecnologie di digitalizzazione e inclusività.

Sono intervenuti:  Giacomo Montanari, assessore alla Cultura, Lorenzo Cuocolo, presidente Fondazione Carige, Maurizio Barabino, già amministratore unico di Asef Genova, Corrado Poggi, presidente Rotary Club Genova Centro Storico. Angela Valenti Durazzo, giornalista e scrittrice.

«Con Erbari Svelati abbattiamo i confini tradizionali del museo per dare nuova linfa alla straordinaria eredità botanica della nostra città. Anche se la sede storica del Museo Doria è temporaneamente chiusa per un profondo restyling, le sue straordinarie collezioni continuano a vivere e a raccontare storie eccezionali alla città e al mondo – commenta l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari – Grazie alla sinergia tra istituzioni, la preziosa collezione botanica esce dai depositi e si connette con i Musei di Strada Nuova in un dialogo affascinante tra scienza e arte. Questo intervento rappresenta la nostra visione di cultura: un patrimonio accessibile a tutti e privo di barriere, che usa l’innovazione digitale per aprire una nuova finestra sulla storia di Genova, valorizzando l’eredità di figure straordinarie come Clelia Durazzo e Giacomo Doria».

Il progetto Erbari svelati si articola in diversi interventi sinergici:

Dal 18 giugno, all’interno del percorso dei Musei di Strada Nuova e precisamente nella sezione dedicata alle Ceramiche da Farmacia, sarà visitabile un nuovo spazio espositivo, che illustra la storia degli erbari del Museo Doria e le tecniche di raccolta e preparazione delle piante.

L’erbario della marchesa Clelia Durazzo (1760–1837), icona della botanica genovese, è composto da oltre 5.000 fogli ed è tra i più importanti della Liguria. Grazie alla collaborazione con Acta Plantarum, l’intera collezione è stata digitalizzata e dal 1° luglio sarà consultabile online da studiosi e appassionati di tutto il mondo. In occasione del progetto viene inoltre pubblicato il volume Clelia Durazzo, marchesa e botanica tra ‘700 e ‘800 di Angela Valenti Durazzo.

Il nuovo allestimento punta sull’abbattimento delle barriere. Un QR code tattile permetterà di ascoltare audio e leggere testi di approfondimento. Inoltre, grazie alla scansione 3D di un autentico foglio d’erbario, i visitatori potranno esplorare tattilmente un modello tridimensionale del reperto scientifico.

Il progetto si arricchisce anche sul fronte storico-artistico con l’esposizione di una nuova tela seicentesca acquisita dai Musei di Strada Nuova. Si tratta di una replica di bottega di Cornelis De Wael (1592-1667) del celebre dipinto Visitare gli infermi nell’atrio dell’ospedale di Pammatone di Genova, il cui originale è esposto a Palazzo Bianco.

L’opera, parte del ciclo delle Sette Opere di Misericordia Corporale, offre uno straordinario spaccato della società della Superba nel suo Secolo d’Oro, documentando gli interni dell’antico ospedale quattrocentesco di Pammatone. La tela è stata donata da Carla e Paola Cerutti in memoria dei genitori Giancarlo e Mina (2025).

Il progetto Erbari svelati, coordinato dai conservatori del Museo di Storia Naturale G. Doria, Giuliano Doria e Marilù Tavano, è stato realizzato con il contributo di Rotary Club Genova Centro Storico, A.Se.F. (Azienda Servizi Funebri del Comune di Genova) e Fondazione Carige.

Il Museo G. Doria e la sua tradizione botanica

Fondato nel 1867 dal naturalista Giacomo Doria, il Museo di Storia Naturale G. Doria, attualmente chiuso per restyling, è il più antico museo della città e uno dei più rilevanti d’Italia, con oltre 5 milioni di esemplari.

Celebre per la zoologia, il museo conserva un patrimonio botanico immenso (circa 70mila campioni), nato dall’indagine appassionata dello stesso Doria – che creò l’Herbarium Camillae Doriae con 20mila esemplari dedicati alla figlia – e arricchito nel tempo dalle collezioni storiche dei Durazzo e dei Brignole (1935), dalla donazione Baglietto (1913) e dalle preziose raccolte di licheni del poeta Camillo Sbarbaro.

Seconda pagina dell’articolo del Giornale, con una fotografia dei volumi della collezione botanica.

“3° MEETING DEL MUSEO” VETERAN CAR CLUB LIGURE

Genova 7 giugno 2026. Dalle piccole utilitarie che hanno messo in moto l’Italia nel Dopoguerra e negli anni del boom economico ai bolidi dell’asfalto.

Davanti al Museo di Storia Naturale di Genova si è tenuto, stamani, il “Terzo Meeting del Museo”, organizzato dal Veteran Car Club Ligure .

L’evento, patrocinato dal Comune di Genova – Genoa Municipality e dal Municipio VIII Medio Levante, è stato sponsorizzato da A.Se.F. e coordinato, su strada, dagli agenti della Polizia Locale.

Molti i ragazzi e le ragazze che hanno preso il testimone del Veteran Car Club dai padri e dai nonni, portando fuori dai garage le vetture che hanno fatto la storia dell’automobilismo in Italia e nel mondo.

Trentacinque le vetture allineate in via Brigata Liguria. Regina assoluta della manifestazione la Ferrari “Dino GT” grigio metallizzato che non ha fatto sfigurare le numerose Alfa Romeo, Fiat, MG, Porsche, Mercedes Benz, Land Rover, Peugeot, Ford, Volkswagen che si sono lanciate nella gara di precisione per le vie della Foce.

Complimenti agli organizzatori, tra cui Marcello Spina e Rocco Tinnirello, rispettivamente presidente e vice presidente del Veteran Car Club Ligure.

I NUOVI GIOCHI DELLA “GIACOMO CANEPA” A CREVARI

I NUOVI GIOCHI DELLA “G. CANEPA” A CREVARI

Le altalene, una per i più piccini, una per i bimbi un po’ più grandi. Accanto, lo scivolo, con la parete attrezzata […]

Le altalene, una per i più piccini, una per i bimbi un po’ più grandi. Accanto, lo scivolo, con la parete attrezzata per i piccoli “rocciatori” e, al posto della classica scaletta, una rete in corda a maglie larghe in stile militare. Tutto in materiale riciclato. Insomma: giochi per divertirsi, ma anche per crescere, imparando a conoscere sé stessi condividendo esperienze con i coetanei, con un occhio di riguardo per l’ambiente. Questa area di gioco è stata consegnata stamani ai centoventi alunni della scuola materna ed elementare “Giacomo Canepa” di Crevari. L’area, realizzata grazie ai contributi di A.Se.F. e di “Crevari Invade”, completa una più ampia opera di ripristino e sistemazione del parco antistante la scuola iniziato con la cura del verde e la piantumazione.

La realizzazione del progetto è stata possibile grazie all’interessamento degli uffici del Municipio VII Ponente. I giochi della scuola di Crevari fanno parte di un più articolato progetto di sistemazione di aree destinate all’aggregazione e al gioco sul vasto territorio del municipio dell’estremo ponente genovese. La scuola di Crevari fa infatti parte dell’Istituto Comprensivo Voltri 1, da cui dipendono le materne e le elementari delle varie delegazioni che gravitano intorno a Voltri. Si tratta dunque di un primo passo verso la realizzazione di altri simili progetti.

Al simbolico taglio del nastro hanno preso parte il presidente del Municipio VII Ponente Matteo Frulio, l’amministratore unico di A.Se.F. Paolo Scovazzi, i rappresentanti di “Crevari Invade”, tra cui il portavoce Stefano, il corpo insegnati della scuola ed i bimbi della scuola primaria.

“Sono estremamente felice per questa realizzazione – commenta il presidente del Municipio VII Ponente Matteo Frulio – Nella scuola di Crevari ho insegnato per un breve periodo e ho visto da vicino le attività didattiche portate avanti con cura e attenzione dalle colleghe. Creare nuovi spazi per il gioco come quello realizzato da A.Se.F., che ringrazio, è importante. Abbiamo un’attenzione particolare sul tema e, come Municipio, lo stiamo dimostrando con gli interventi già attuati su Voltri, Prà e Pegli”.

“Alla scuola materna ed elementare di Crevari, situata in un luogo splendido, tra mare e primissime colline, mancava proprio quest’area – commenta l’amministratore unico di A.Se.F. Paolo Scovazzi – Ora le strutture sono pronte per i bimbi che potranno così godere appieno del gioco all’aperto, per loro così salutare. Ci siamo anche assicurati che i materiali di costruzione, in particolare la plastica, fossero riciclati, così da abbattere l’impatto ambientale”. “Per ‘Crevari Invade’ questo è l’ultimo tassello che mettiamo per la socialità nella comunità – dice Stefano, rappresentante del gruppo attivo a Crevari dal 1992, organizzatore anche della famosa sagra delle focaccette – Questo spazio e queste attrezzature erano attese dalla scuola da tempo. Per noi è una grande soddisfazione essere qui, con i bimbi, a festeggiare”.

Borse Lavoro per Assistenza Domiciliare

Provengono da zone di guerra, hanno figli al seguito, oneri, impegni inderogabili in una società […]

Provengono da zone di guerra, hanno figli al seguito, oneri, impegni inderogabili in una società, per loro, nuova. A queste persone, due donne sfuggite agli orrori dei conflitti in Siria, e una donna somala che ha affrontato il viaggio della speranza con la figlia disabile, ha teso la mano la Comunità di Sant’Egidio: a ciascuna di loro è data un’opportunità di formazione e, dove possibile, di inserimento lavorativo, con l’affiancamento dei volontari per diventare collaboratrici domestiche per anziani soli e non più completamente indipendenti. Il progetto è stato finanziato da A.Se.F., l’azienda delle onoranze funebri del Comune di Genova, che da anni opera in sinergia con Sant’Egidio per l’inserimento – o il reinserimento – nella società dei soggetti più fragili ed esposti.

Le donne sono giunte in Italia, e a Genova, grazie ai “Corridoi umanitari” – aperti in virtù di una collaborazione tra la Comunità di Sant’Egidio, le Chiese Evangeliche e il Governo italiano – che hanno permesso di aiutare persone sfollate da zone di guerra. I percorsi prevedono, dopo la necessaria formazione, un periodo di tutoring con i volontari più esperti di Sant’Egidio, al servizio di anziani soli e bisognosi di aiuto. Gli ambiti di assistenza sono le faccende domestiche, l’accompagnamento alle visite mediche, il disbrigo di pratiche amministrative, le piccole spese quotidiane. Queste persone saranno dunque introdotte nel mondo del lavoro e accompagnate in un percorso di reale e concreta formazione. Ma avranno anche tempo libero da dedicare alla propria famiglia.

“Siamo profondamente grati ad A.Se.F. per aver scelto di sostenere questo progetto, che tiene insieme due grandi sfide del nostro tempo: l’accoglienza dei migranti e la cura degli anziani – commenta Andrea Chiappori, responsabile della Comunità di Sant’Egidio in Liguria – È fondamentale che realtà private e aziende sentano sempre più la responsabilità di contribuire a percorsi di integrazione come questo. Solo unendo le forze possiamo trasformare i corridoi umanitari in vere opportunità di vita, permettendo al contempo ai nostri anziani di restare nelle proprie case. Le azioni indicate da papa Francesco per offrire risposte ai drammi delle migrazioni – accogliere, proteggere, promuovere e integrare – sono le stesse da mettere in atto per prenderci cura della fragilità della nostra popolazione anziana”.

“In questo periodo di grande incertezza – commenta l’amministratore unico di A.Se.F. Maurizio Barabino – ovunque si guardi, purtroppo, ci sono guerre. I flussi migratori di persone in cerca di un futuro e di una vita più sicura sono incessanti. Nel tempo abbiamo imparato a conoscere la grande professionalità della Comunità di Sant’Egidio. E, grazie alle sue competenze, con le borse lavoro tre di queste persone potranno avere una nuova opportunità di vita e fiducia nell’avvenire”.