Cosa Fare Dopo
Per offrire un aiuto pratico in un momento emotivamente difficile, A.Se.F. ha raccolto alcune indicazioni utili per orientarsi nel disbrigo di tutti gli adempimenti burocratici e fiscali in seguito alla perdita di una persona cara.
Tutte le informazioni indicate hanno carattere generale e possono subire variazioni in base alla propria situazione personale e familiare.
INDICE
CERTIFICATO DI MORTE
E’ il documento da richiedere al Comune dove è avvenuto il decesso, riportante le indicazioni dei dati di nascita e morte della persona, attraverso il quale gli eredi potranno provvedere agli adempimenti burocratici derivanti dal decesso ed avviare tutte le comunicazioni ad enti pubblici e privati.
Per i decessi avvenuti nel Comune di Genova, è possibile richiedere il certificato di morte accedendo al proprio Fascicolo del Cittadino tramite il seguente link: https://www.comune.genova.it/servizi/ambiente/fascicolo-del-cittadino
Di seguito le istruzioni da visualizzare o scaricare per completare la richiesta.
INPS
PENSIONE DI REVERSIBILITA’
ATTO DI NOTORIETA’ O DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA
E’ un documento ufficiale che viene firmato davanti ad un funzionario del Comune che attesta gli estremi dell’atto di morte, gli eredi legittimi, il tipo di successione (legittima o testamentaria) ed il regime patrimoniale dei coniugi (ove ricorra il caso).
Viene utilizzato nelle successioni ed è richiesto da banche, Poste Italiane o altri enti finanziari per identificare gli eredi legittimi al fine della liquidazione delle giacenze finanziarie del defunto.
TFR – TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO
In caso di decesso di lavoratore dipendente, il TFR maturato nel corso dell’attività lavorativa deve essere corrisposto agli eredi e ai familiari aventi diritto.
Per ottenere il TFR è necessario rivolgersi al datore di lavoro o all’ente previdenziale del defunto, presentando la documentazione necessaria, solitamente estratto di morte del lavoratore, atto di notorietà o atto sostitutivo dell’atto di notorietà che attesti gli eredi legittimi e i documenti di identità degli eredi.
Il TFR deve essere ripartito tra gli eredi ed è soggetto a tassazione, come previsto dalla normativa italiana.
FONDO PENSIONE
In caso di decesso dell’aderente al fondo pensione, i familiari devono provvedere ad informare la Società che gestisce il fondo, fornendo l’estratto o certificato di morte, al fine di consentire la liquidazione del capitale accumulato agli aventi diritto.
Se l’iscritto ha compilato in vita l’apposito modulo di designazione presso il fondo pensione, i beneficiari possono essere anche persone esterne alla famiglia.
Se non è stata fatta alcuna designazione, la somma viene suddivisa tra gli eredi come regolato dal codice civile.
ASSICURAZIONI
Le assicurazioni possono includere RC auto, polizze sulla vita, polizze sanitarie, polizze su immobili o altro; ciascuna richiede una gestione specifica per la liquidazione, la chiusura o il trasferimento dei benefici.
L’assicurazione RC AUTO è generalmente associata al veicolo intestato al defunto. In caso di decesso, gli eredi devono contattare la compagnia assicurativa per informarla e decidere se cessare la polizza o trasferirla a nuovo intestatario.
Gli eredi hanno due opzioni:
-
CESSARE LA POLIZZA
Se decidono di vendere o non utilizzare il veicolo, possono chiedere la chiusura dell’assicurazione. -
TRASFERIRE LA POLIZZA
Se uno degli eredi vuole ereditare e utilizzare il veicolo, può richiedere il trasferimento dell’assicurazione a suo nome, verificando se possibile mantenere la classe di merito del defunto.
L’assicurazione sulla VITA non rientra nell’asse ereditario, ma viene destinata direttamente ai beneficiari che, per ottenerne la liquidazione, devono contattare la compagnia assicurativa, presentare il certificato o estratto di morte ed altra documentazione ritenuta necessaria.
CONTI CORRENTI BANCARI o POSTALI
Se il defunto era in possesso di conti correnti, libretti di risparmio, o titoli depositati presso istituti bancari o postali, gli eredi (o l’amministratore di successione) devono dare comunicazione di decesso attraverso la presentazione di estratto o certificato di morte, per ottenere la dichiarazione della banca o dalle poste che certifichi la presenza dei rapporti intestati al defunto, con i relativi estremi e valori.
L’istituto bancario o postale, una volta preso atto del decesso, provvede al blocco di quanto intestato al defunto, come da normativa specifica, al fine di evitare transazioni che andrebbero a compromettere la giacenza patrimoniale.
CASSETTE DI SICUREZZA
Se il defunto era intestatario di una cassetta di sicurezza, è necessario procedere alla sua apertura, alla presenza di un funzionario dell’Agenzia delle Entrate o di pubblico ufficiale, per redigere un inventario del contenuto.
Tale procedura è fondamentale per valutare correttamente il patrimonio del defunto e inserire il valore dei beni nella pratica successoria.
AUTO E MOTOCICLI
Per trasferire ufficialmente il veicolo dal defunto agli eredi, sia che questi decidano di conservarlo, di venderlo o di rottamarlo, è necessario effettuare il passaggio di proprietà dell’auto entro 60 giorni dalla successione, rivolgendosi al PRA (Pubblico Registro Automobilistico) o ad ufficio ACI (Automobile Club d’Italia), presentando:
- certificato di morte che attesti il decesso del proprietario;
- carta di circolazione e certificato di proprietà del veicolo;
- eventuale altra documentazione che confermi l’identità degli eredi e la loro volontà di subentrare nella proprietà del veicolo.
Il trasferimento di proprietà prevede il pagamento di una tassa di registrazione e di un’imposta di bollo.
Se gli eredi non completano il trasferimento di proprietà entro i termini stabiliti, possono incorrere in sanzioni amministrative e l’auto rimarrà intestata al defunto. Questo può causare problemi legati alla circolazione, all’assicurazione e all’eventuale vendita del veicolo.
ARMI DA FUOCO
Se il defunto possedeva armi da fuoco, gli eredi devono affrontare specifici adempimenti per la gestione e la custodia di tali beni, in conformità con la normativa italiana. Le armi da fuoco sono beni particolari, soggetti a regolamentazioni precise per motivi di sicurezza e ordine pubblico.
DENUNCIA
Entro 8 giorni dal decesso, gli eredi devono denunciare la presenza delle armi presso la Questura o la Stazione dei Carabinieri competenti, portando con sé il certificato di morte e un documento che attesti la relazione di parentela con il defunto (come lo stato di famiglia o la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà).
CUSTODIA
Gli eredi devono assicurarsi che le armi siano custodite in sicurezza fino a quando non decidano cosa fare. La legge richiede che le armi siano conservate in un luogo sicuro, adeguatamente protetto e non accessibile a persone non autorizzate.
Se uno degli eredi desidera mantenere le armi, deve essere titolare di un porto d’armi valido. In questo caso, dovrà avviare la pratica per ottenere l’autorizzazione, presentando la documentazione necessaria presso la Questura.
CESSIONE o VENDITA
Gli eredi possono scegliere di vendere o cedere le armi a una persona autorizzata, come un titolare di porto d’armi o un’armeria. La cessione deve esser effettuata seguendo le normative di legge e l’acquirente deve essere in possesso di regolari permessi per l’acquisto e la detenzione di armi.
ROTTAMAZIONE
Se gli eredi non desiderano conservare le armi, possono anche optare per la rottamazione, consegnandole alle autorità competenti.
In caso di mancata denuncia alle autorità entro il termine di 8 giorni, gli eredi possono incorrere in sanzioni amministrative e, in alcuni casi, anche penali. E’ quindi essenziale agire tempestivamente per assicurare che la gestione delle armi avvenga in modo conforme alla legge.
UTENZE E ABBONAMENTI
Le utenze devono essere disdette o trasferite a nome di un erede. Ogni fornitore ha procedure specifiche, ma in genere è richiesto l’estratto di morte.
Elenco delle utenze ed abbonamenti più comuni:
- luce;
- gas;
- acqua;
- telefonia e internet (Fisso e Mobile);
- contratti di streaming (Netflix, Spotify, ecc.);
- riviste;
- palestre.
ABBONAMENTO RAI
Il canone RAI è una tassa dovuta che viene addebitata sulla bolletta elettrica e può essere disdetto chiudendo il contratto di fornitura elettrica oppure effettuando una voltura a proprio nome.
In alternativa si può inviare una raccomandata all’Agenzia RAI allegando il certificato di morte e i dati del contratto per richiederne l’annullamento.
Nel caso queste soluzioni non possano essere agibili, la più comune rimane il modulo di dichiarazione sostitutiva (Modulo Agenzia delle Entrate) dove mediante la compilazione e l’invio attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate (Invio On Line), l’erede o gli eredi dichiarano di essere già intestatari di un’ utenza, evitando così l’addebito del canone.
PROFILI SOCIAL
Le normative Meta non consentono di accedere all’account di un’altra persona, seppur deceduta.
Ciò suggerisce di condividere per tempo gli estremi di accesso al profilo o nominare all’interno del profilo un cosiddetto contatto erede che gestisca, in caso di dipartita, il proprio account chiedendone al social la trasformazione in profilo commemorativo o l’eliminazione.
L’account commemorativo, dove accanto al nome e alla foto profilo compare l’espressione “In memoria di”, è uno spazio virtuale che permette ad amici e familiari di raccogliere e condividere ricordi di una persona che è venuta a mancare, ma non viene visualizzato in spazi pubblici come i suggerimenti delle persone che potresti conoscere, le inserzioni o i promemoria dei compleanni ed ha funzionalità molto ridotte.
In alternativa si può anche scegliere che l’account venga eliminato in modo permanente e tutti i messaggi, le foto, i post, i commenti, le reazioni e le informazioni saranno eliminati da Facebook in modo definitivo.
X (EX TWITTER)
In caso di decesso di un utente, X non offre l’opportunità di creare un profilo commemorativo, ma consente ad una persona autorizzata o familiare stretto e verificato, di agire per suo conto e disattivare l’account, chiedendone la rimozione.
Il familiare riceverà una e-mail con la procedura da seguire per fornire le informazioni sul defunto, inclusa una copia del certificato di morte e una copia del documento d’identità del richiedente. Tali informazioni rimarranno riservate e verranno rimosse dopo essere state esaminate.
La stessa procedura può essere utilizzata anche nel caso in cui un utente Twitter sia stato dichiarato incapace, per problemi di salute o altre motivazioni.
Instagram segue la stessa linea di Facebook, ma con la differenza che non esiste la possibilità di nominare in vita un contatto erede.
In caso di decesso, l’account sarà trasformato in profilo commemorativo dietro presentazione da parte degli interessati di un documento che certifichi il decesso (es. link a un necrologio o un articolo di giornale), ma senza alcuna possibilità di intervenire.
L’account può essere eliminato, utilizzando un apposito modulo: i parenti più stretti possono richiederne la rimozione fornendo il certificato di nascita e di morte della persona deceduta e un documento legale che certifichi che il richiedente è il rappresentante legale della persona deceduta o un suo erede.
TIKTOK
I familiari stretti o i rappresentanti autorizzati possono segnalare il decesso a TikTok, fornendo prove del decesso (es. certificato di morte o un necrologio) e dimostrazione del legame di parentela.
L’account viene bloccato in una versione commemorativa, impedendo modifiche future o accessi non autorizzati, ma lasciando visibile il contenuto condiviso in vita.
È possibile richiedere la rimozione definitiva del profilo e di tutti i contenuti associati, inviando la documentazione richiesta mediante l’assistenza della piattaforma.
TARI
La TARI è una tassa comunale che copre il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti e viene generalmente calcolata sulla base dei metri quadrati dell’immobile e del numero di occupanti. Dopo il decesso, gli eredi o il nuovo occupante dell’immobile devono contattare l’ufficio tributi del Comune per chiudere o variare l’intestazione della TARI.
CHIUSURA
Se l’immobile non sarà più occupato, gli eredi possono richiedere la chiusura della TARI, interrompendo così l’obbligo di pagamento.
VARIAZIONE INTESTAZIONE
Se uno degli eredi o un nuovo inquilino decide di abitare l’immobile, è possibile variarne l’intestazione, trasferendola al nuovo occupante.
Solitamente i documenti richiesti sono il certificato di morte, il documento di identità del richiedente e la dichiarazione sostitutiva atto di notorietà per indicare gli eredi o il documento di identità del nuovo inquilino.
Le tempistiche per la comunicazione variano da Comune a Comune, ma è consigliabile provvedere nel breve, al fine di evitare l’arrivo di avvisi di pagamento a nome del defunto.
IMU
L’IMU è un’imposta dovuta per il possesso di beni immobili, come case, terreni e fabbricati. Non si applica all’abitazione principale, a meno che non sia di lusso, ma è comunque dovuta per le seconde case, le proprietà affittate o per gli immobili che non siano adibiti a residenza principale.
Gli eredi devono comunicare il decesso al Comune e, in caso di successione, sono tenuti a versare l’IMU per le proprietà ereditate. Se l’immobile rimane vuoto o è stato trasferito a un nuovo intestatario, gli eredi possono aggiornare la situazione catastale e l’intestazione per definire chi sarà il responsabile del pagamento dell’imposta.
L’IMU va pagata in due rate, con scadenze generalmente fissate al 16 giugno e al 16 dicembre di ogni anno. Se il decesso avviene nel corso dell’anno, gli eredi devono regolarizzare la posizione per la quota spettante al defunto fino alla data della morte e, successivamente, assumersi la responsabilità per il pagamento futuro.
In caso di mancata comunicazione del decesso o di mancato pagamento dell’IMU, potrebbero continuare ad arrivare avvisi di pagamento intestati al defunto, o il Comune potrebbe emettere avvisi di accertamento per il recupero delle imposte dovute, con potenziali sanzioni.
BADANTI
Al momento del decesso di un caro seguito da una badante convivente o meno, nel caso non si necessiti del proseguimento dell’assistenza per altre persone, il contratto va cessato. Questo può avvenire con le opportune modalità previste dal Contratto Collettivo Nazionale Colf e Badanti in base alle differenti circostanze che ognuno si troverà di fronte.
Se il datore di lavoro fosse il deceduto, l’onere ricadrà sugli eredi che per ordine e conto del datore di lavoro (deceduto) procederanno con il licenziamento o rinnovo; qualora invece il deceduto non fosse il datore di lavoro, allora spetterà a quest’ultimo provvedere alla cessazione del contratto.
Un altro aspetto da tenere in considerazione nel caso della badante convivente, è la residenza di quest’ultima e il diritto di restare in quella casa: in caso di licenziamento oltre alla data di cessazione del rapporto di lavoro, si dovrà riportare la data di termine del diritto di restare in quella casa, spostando la residenza qualora sia stata messa, rivolgendosi all’Ufficio Anagrafe del Comune di Appartenenza.
Per saperne di più verificare il Contratto Collettivo Nazionale Colf e Badanti nel quale sono presenti tutte le informazioni in merito ed approfondimenti specifici.
DICHIARAZIONE DEI REDDITI DEL DEFUNTO
Gli eredi sono responsabili della dichiarazione dei redditi del defunto per l’anno fiscale in cui è avvenuto il decesso. Questa dichiarazione è necessaria per regolare eventuali tasse dovute o per recuperare crediti fiscali.
Per presentarla, gli eredi devono completare la dichiarazione del defunto utilizzando il Modello Redditi Persone Fisiche, includendo tutti i redditi percepiti dal defunto fino alla data del decesso, come pensioni, affitti e altri redditi soggetti a tassazione.
Eventuali imposte dovute devono essere versate dagli eredi. In caso di crediti fiscali, gi eredi possono richiederne il rimborso.
La dichiarazione deve essere presentata entro i termini ordinari previsti per la dichiarazione dei redditi, solitamente entro il 30 settembre per l’anno fiscale precedente.
TESTAMENTO
La presenza di un testamento facilita la gestione della successione ereditaria poiché definisce i soggetti beneficiari e la ripartizione del patrimonio.
Esistono tre principali tipi di testamento:
- OLOGRAFO: scritto, datato e firmato interamente dal defunto senza intervento notarile.
- PUBBLICO: redatto da un notaio alla presenza di testimoni e quindi registrato ufficialmente.
- SEGRETO: redatto dal defunto e depositato presso un notaio in busta sigillata.
L’apertura del testamento viene effettuata di fronte a un notaio, il quale ne comunica ufficialmente il contenuto agli eredi. Solo dopo aver seguito le disposizioni testamentarie si procede alla dichiarazione di successione per trasferire i beni indicati agli eredi legittimi o testamentari.
RINUNCIA ALL’EREDITA’
La rinuncia all’eredità è un atto giuridico attraverso il quale un erede legittimo o testamentario decide di rinunciare ai diritti e agli obblighi derivanti dall’accettazione dell’eredità del defunto.
Le ragioni che portano un soggetto ad un atto di rinuncia all’eredità sono molteplici, tra le quali troviamo:
- situazioni fiscali: In determinate circostanze la rinuncia potrebbe essere una scelta strategica per evitare complicazioni fiscali o di gestione patrimoniale;
- rinuncia in favore di altri eredi.
La rinuncia andrà effettuata con un atto formale e pubblico o alla cancelleria del Tribunale competente del luogo in cui si è aperta la successione o davanti ad un notaio, in quanto non è possibile effettuare la rinuncia verbalmente o semplicemente ignorandola.
L’atto di rinuncia deve essere depositato presso il Tribunale con il conseguente pagamento di alcune spese di registrazione e diritti di cancelleria.
È consigliabile nel caso in cui si temano eventuali richieste da parte di creditori, agire con tempestività o comunque entro 10 giorni dall’apertura della successione.
DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE EREDITARIA
La dichiarazione di successione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data del decesso.
Si può presentare telematicamente attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate, oppure avvalendosi di un notaio o di un consulente fiscale.
Quando si apre una pratica di successione, è fondamentale fornire tutti i documenti necessari per avviare correttamente il procedimento e garantire la suddivisione del patrimonio ereditario.
L’elenco può variare a seconda della situazione familiare e patrimoniale del defunto, ma in linea generale si richiedono i seguenti documenti:
1. Documenti anagrafici
- Copia Documento d’identità e Codice Fiscale del defunto;
- Copia Documento d’identità e Codice Fiscale di tutti gli eredi;
- Certificato di Morte;
- Atto di Notorietà o Dichiarazione Sostitutiva dell’Atto di Notorietà;
- Stato di Famiglia Storico del defunto;
- Stato di Famiglia Attuale degli eredi.
2. Documenti relativi agli immobili
Se il defunto possedeva case, terreni o altri immobili, occorre reperire:
- Atto di provenienza (rogito, donazione, successione precedente);
- Visure catastali aggiornate di ogni immobile;
- Rendita catastale (utile per imposte e volture);
- Planimetrie catastali (non obbligatorie, ma utili in caso di dubbi).
3. Rapporti bancari e finanziari
Banche e Poste Italiane rilasciano una dichiarazione ufficiale che contiene:
- Saldo alla data del decesso dei conti correnti;
- Giacenza media annua;
- Valori di titoli, fondi, depositi, libretti;
- Indicazione di eventuale cassetta di sicurezza.
4. Altri beni e rapporti patrimoniali
- Veicoli: libretto di circolazione o certificato di proprietà PRA;
- Eventuali polizze assicurative sulla vita (se i beneficiari rientrano nell’asse ereditario).
5. Testamento (se presente)
- Copia del testamento;
- Verbale di pubblicazione notarile.
6. Spese detraibili e passività
Alcune spese e debiti possono essere portati in diminuzione del valore ereditario, ad esempio:
- fattura spese funebri;
- Spese mediche del defunto non rimborsate;
- Eventuali debiti e ratei comprovati da documentazione ufficiale.
7. Mutui e debiti
Contratti di mutuo o prestiti intestati al defunto con certificazione della banca che indichi il debito residuo alla data del decesso.
Dopo la presentazione della dichiarazione, l’Agenzia delle Entrate calcolerà le imposte di successione dovute in base al valore complessivo dei beni ereditati.
Gli eredi sono tenuti a versare l’imposta entro i termini indicati dall’Agenzia, per evitare sanzioni o interessi.
Se si supera l’anno, si applica il ravvedimento operoso con sanzioni, interessi di mora e possibili controlli fiscali.
La mancata presentazione della dichiarazione di successione comporta conseguenze importanti:
- l’Agenzia delle Entrate può applicare: sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, interessi per il ritardo ed eventuali accertamenti fiscali;
- gli immobili restano intestati al defunto: di conseguenza gli eredi non possono vendere, donare o ottenere mutui sull’immobile;
- le banche non sbloccano conti, libretti e titoli finché non ricevono la successione presentata e registrata;
- se gli eredi non fanno la successione, il problema si trasferisce ai figli e ai nipoti, creando situazioni che diventano difficili e costose da sanare.
Le imposte di successione vengono pagate dagli eredi in proporzione alla loro quota e sono responsabili per la parte spettante, ma anche in solido verso lo Stato.
Questo significa che se un erede non paga, l’Agenzia delle Entrate può chiedere l’intero importo agli altri, che poi potranno rivalersi sul soggetto inadempiente.